Gli ultimi Inuit

Gli Inuit, giunti dall’Asia attraverso lo stretto di Bering durante l’ultima glaciazione, abitano piccoli territori situati lungo le coste della Groelandia, dell’Alaska, del Canada.

Il termine Inuit con il quale essi si definiscono significa “uomo, gente”, mentre gli occidentali li chiamano eschimesi, cioè “mangiatori di carne cruda”. Nonostante siano dispersi in piccoli villaggi e in terre distanti tra loro, gli Inuit sono una nazione, con usi e costumi comuni. Il nucleo familiare è molto importante e si basa su una rigida divisione dei compiti e sulla mutua assistenza. L’attività principale è la pesca, ma durante l’estate si pratica anche la caccia.

L’incontro con la civiltà industriale ha in parte modificato la loro esistenza; molti infatti hanno adottato lo stile di vita occidentale, adattandosi al duro lavoro nelle miniere artiche. Alcuni gruppi, invece, hanno difficoltà ad accettare condizioni di vita che comportano la perdita della propria identità culturale e l’allontanamento dai territori in cui da sempre svolgono le loro attività tradizionali.

Gli Inuit stanno pagando un prezzo altissimo per i cambiamenti climatici in atto: lo scioglimento dei ghiacci polari, causati dal riscaldamento globale, fa crescere il livello delle acque marine, che sommergono o erodono le coste dove sorgono i loro villaggi. Inoltre, stanno cambiando le abitudini e le rotte degli animali che essi pescano o cacciano: di conseguenza le loro fonti di sopravvivenza sono sempre più a rischio.

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