Trinità di Masaccio descrizione

Trinità di Masaccio, affresco 667×317 cm, 1426-28. Firenze, Santa Maria Novella. Terza campata della navata sinistra.

Si tende per lo più a considerare quest’opera fra le ultime di Masaccio, morto a 27 anni nel 1428.

trinità di masaccio

Masaccio dipinge un altare sotto la cui mensa è uno scheletro con la scritta che ammonisce sulla caducità della vita: «Io fui già quel che voi siete e quel ch’io son voi ancor sarete».

trinità di masaccio

Al di sopra, una vigorosa architettura umanistica scandita dal pittore con varietà di materie – sembra di poter leggere il cotto, l’intonaco, i marmi e lo stucco – compone una cappella. In essa, due colonne dall’elaborato capitello ionico reggono un arco dietro il quale affonda una copertura a botte, ornata da lacunari, prospetticamente impostata fino a un altro arco nel fondo, sostenuto da una coppia uguale di colonne. All’interno di questo ambiente virtuale sono dipinti il Crocefisso e alle sue spalle il Padre, in figura di vigoroso anziano in piedi su una mensola; fra le due teste, in figura di colombo bianco in volo, lo Spirito Santo, disegnato come arco che dal volto del Padre punta la testa del Figlio.

Al suolo della cappella, davanti alla Croce, a sinistra la Madonna che, con il gesto e lo sguardo volto all’osservatore mostra al fedele il Figlio; a destra San Giovanni.

Sul gradino di accesso alla cappella, dipinto sopra la mensa dell’altare, sono inginocchiati di profilo a sinistra un uomo, a destra una donna: i committenti in figura di oranti.

Tonalità di colore dominanti sono quelle fra il grigio e il rosa in gradazione. Dal grigio ombroso vibrante di rosa della cappella emergono le figure del Padre, il bianco del colombo e il grande nudo chiaro di Cristo. Contro il grigio dello sfondo spiccano le masse dei committenti: sulla destra, il grigio cupo della donna è seguito dal rosa intenso di Giovanni; sulla sinistra, il rosa intenso dell’uomo è seguito dal grigio cupo di Maria. In alto, la veste del Padre è rosa sul grigio di Maria, grigia, sul rosa di Giovanni.
Architravi, archi, mensola definiscono architettonicamente in rosa gli spazi in orizzontale. Spicca sul fondo la mensola su cui il Padre posa i piedi, mentre con le mani regge la croce. Ai grigi, più o meno chiari, lo sviluppo verticale.

Si racconta che i contemporanei rimasero molto sorpresi nel vedere la Trinità di Masaccio, poiché avevano l’impressione di trovarsi di fronte a una vera architettura. L’impressione della profondità è così convincente «[…] che pare che sia bucato quel muro», come scriverà Giorgio Vasari nel Cinquecento.

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