Acropoli di Atene, tra passato e presente

Veduta dell'acropoli di Atene
Veduta dell'acropoli di Atene

L’acropoli di Atene è la collina sacra con i templi e i santuari più importanti; fin dall’VIII secolo a.C. fu consacrata ad Atena, dea protettrice della città. Ancora oggi domina la capitale della Grecia.

L’acropoli di Atene racchiude i quattro capolavori dell’arte classica greca: il Partenone, i Propilei, il Tempietto di Atena Nike e l’Eretteo.

Ricostruzione dell'acropoli di Atene, V secolo a.C.
Ricostruzione dell’acropoli di Atene, V secolo a.C.

Acropoli di Atene: il Partenone

Partenone (447-432 a.C.). Acropoli di Atene
Partenone (447-432 a.C.). Acropoli di Atene

Il Partenone sorge sulla sommità dell’acropoli. È il grande tempio dedicato alla dea Atena; è il tempio più famoso della Grecia classica. La costruzione (tra il 447 e il 432 a.C.) fu affidata da Pericle agli architetti Ictino e Callicrate con la supervisone di Fidia.

L’edificio aveva un preciso significato politico: celebrare la potenza della democrazia di Atene, che aveva sconfitto i Persiani e dominava su tutte le altre pòleis della Grecia.

Ricostruzione del Partenone
Ricostruzione del Partenone

Come gli altri templi greci, il Partenone è una struttura aperta, delimitata dalla fila delle colonne attraverso la quale aria e luce penetrano all’interno.

Le colonne sono di ordine dorico.

Il Partenone è perfettamente proporzionato grazie a precisi calcoli matematici che garantiscono un perfetto equilibrio di linee orizzontali e verticali.

Ha una base rettangolare di 30,88 x 69,51 metri con diciassette colonne sui lati lunghi e otto sui lati brevi.

L’architettura era impreziosita da una decorazione scultorea molto ricca, dipinta con colori vivaci.

Al suo interno ospitava una monumentale statua della dea protettrice della città, Atena Parthénos (che significa Atena Vergine), realizzata in oro e avorio, alta dodici metri, oggi perduta.

Vedi anche Il Partenone – il Tempio Perfetto, Atene

Il Partenone fu trasformato in chiesa cristiana e poi in moschea; quindi utilizzato come deposito d’armi e fatto esplodere nel 1687, durante la guerra tra Veneziani e Turchi. All’inizio dell’Ottocento fu spogliato delle sculture del frontone e delle metope del fregio, poi ricomposte al British Museum di Londra.

Acropoli di Atene: Propilei

Propilei, 437-432 a.C. Acropoli di Atene
Propilei, 437-432 a.C. Acropoli di Atene

I Propilei è l’ingresso monumentale all’acropoli di Atene; il termine, infatti, significa letteralmente “davanti alla porta”. Fu realizzato tra il 437 e il 432 a.C. dall’architetto Mnesicle, che riuscì a creare una perfetta combinazione tra l’ordine dorico e quello ionico.

I Propilei, acropoli di Atene, ricostruzione
I Propilei, acropoli di Atene, ricostruzione

La costruzione era dotata di un corpo centrale che accoglieva la rampa d’ingresso all’acropoli, a est, e immetteva con il lato ovest nell’area sacra dominata dal Partenone.

Ai lati nord e sud due avancorpi, ciascuno introdotto da tre colonne ioniche, chiudevano lateralmente l’ingresso scenografico; quello a nord, più ampio, ospitava la Pinacoteca, dove erano esposti i quadri dei pittori più celebri del tempo.

Acropoli di Atene: tempietto di Atena Nike

Accanto ai Propilei, sulla sporgenza meridionale che dominava il paesaggio ateniese fino al mare, fu edificato il tempietto dedicato ad Atena Nike (“vittoriosa”).

Tempietto di Atena Nike, 449-421 a.C. ca. Acropoli di Atene
Tempietto di Atena Nike, 429-421 a.C. ca. Acropoli di Atene

Fu progettato da Callicrate nel 448 a.C. e realizzato a partire dal 429 a.C., dopo la morte di Pericle.

Si tratta di un piccolo tempio ionico con un’unica cella e quattro colonne ioniche sulle due fronti.

Un fregio continuo correva sui quattro lati sopra l’architrave, con scene mitologiche di battaglia, allusive agli scontri tra Greci e Persiani; una balaustra con pannelli in marmo bianco circondava il torrione su cui era edificato il tempio.

Demolito nel 1687 e utilizzato come bastione turco, il tempio fu ricostruito nel XIX secolo (e poi ancora successivamente) con gli elementi originali rinvenuti nei resti della fortificazione.

Acropoli di Atene: Eretteo

L’Eretteo fu iniziato solo dopo il 421 a.C., è quindi l’ultimo degli edifici costruiti sull’acropoli.

Eretteo, 421-406 a.C., acropoli di Atene
Eretteo, 421-406 a.C., acropoli di Atene

Il nome dell’edificio deriva da Erittonio, mitico eroe delle origini della città; il suo culto venne poi accostato a quello di Poseidone.

Alle due divinità è dedicata una cella dell’edificio, mentre l’altra è per Atena Poliás (“Polias”, cioè “della città”, perché protettrice di Atene).

L’Eretteo si compone di un corpo centrale rettangolare, diviso in due parti: quello a est con un portico di sei colonne ioniche; l’altra, è chiusa verso ovest da un’alta parete con finestre e semicolonne ed è collegata a due corpi laterali: verso nord c’è un pronao con quattro colonne ioniche sulla fronte e due laterali; verso sud, la celebre Loggetta delle Cariatidi, con le sei statue femminili che reggono la trabeazione.

Eretteo, Loggetta delle Cariatidi
Eretteo, Loggetta delle Cariatidi

Il termine “Cariatidi” deriva dalle donne di Carie, città del Peloponneso, che secondo la tradizione furono rese schiave per aver dato appoggio agli invasori persiani. In ambito architettonico sono appunto statue femminili utilizzate in sostituzione delle colonne.