Apollo di Veio – Museo di Villa Giulia, Roma

Apollo di Veio, 510 a.C., terracotta dipinta, h 180 cm. Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (dal Tempio di Minerva a Portonaccio)
Apollo di Veio, 510 a.C., terracotta dipinta, h 180 cm. Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (dal Tempio di Minerva a Portonaccio)

Apollo di Veio è tra i capolavori dell’arte etrusca, celebre in tutto il mondo. La scultura è in terracotta policroma; realizzata nel 510 a.C. da Vulca, l’unico scultore etrusco di cui conosciamo l’identità.

Apollo di Veio: il tempo e il luogo

L’opera rappresenta il dio Apollo; fu rinvenuta quasi intatta durante gli scavi effettuati presso la città di Veio nel 1916; oggi è conservata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Roma.

L’Apollo di Veio era di tipo acroteriale, cioè in origine era collocata sulla sommità di un tempio (il Tempio del Portonaccio di Veio, dedicato alla dea Minerva).

Faceva parte di un gruppo scultoreo che raffigurava il mito della contesa tra Apollo ed Eracle per catturare la cerva di Cerinea, animale sacro alla dea Artemide.

Del gruppo faceva forse parte anche la statua di Hermes: il dio, in quanto messagero di Zeus, interviene per sedare i contendenti; di questa restano la testa e forse parte del corpo.

Apollo di Veio: descrizione

Apollo di Veio, 510 a.C., terracotta dipinta, h 180 cm. Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (dal Tempio di Minerva a Portonaccio)
Apollo di Veio, 510 a.C., terracotta dipinta, h 180 cm. Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (dal Tempio di Minerva a Portonaccio)

Alto circa 180 cm, il dio Apollo indossa una tunica e un corto mantello. Avanza tenendo il braccio destro proteso in avanti, leggermente piegato; il braccio sinistro, andato perduto, correva lungo il corpo, mentre la mano forse impugnava l’arco.

Apollo di Veio, descrizioneAlcuni elementi sono ripresi dalla scultura greca: i capelli ben pettinati in trecce; l’impostazione; il sorriso enigmatico, il modo di trattare le pieghe dell’abito. L’originalità etrusca sta nella vitalità e nella tensione della figura.

Anche se oggi ne restano poche tracce, la figura in origine era vivacemente colorata.