Basilica di San Lorenzo Firenze è una delle chiese più antiche della città.

Fondata, secondo la tradizione, nel corso del IV secolo; consacrata come cattedrale cittadina nel 393 da Sant’Ambrogio e dedicata al martire Lorenzo.

Dove si trova la Basilica di San Lorenzo a Firenze?

Nel 1419 Giovanni di Bicci de’ Medici commissionò a Filippo Brunelleschi (1377-1446) il restauro della basilica. L’architetto Brunelleschi aveva infatti già lavorato per la famiglia nello stesso complesso, per la costruzione della Sagrestia Vecchia.

I lavori per la Basilica di San Lorenzo a Firenze termineranno, dopo la morte del suo architetto, nel 1470 da Antonio Manetti, allievo del maestro.

Com’è fatta la Basilica di San Lorenzo a Firenze?

Basilica di San Lorenzo

L’impressione è di trovarsi in uno spazio ordinato e razionale, regolato da precisi rapporti matematici, costruito davvero “a misura d’uomo”.

L’interno è ampio e luminoso, come quello delle antiche basiliche paleocristiane. Si nota il contrasto tra il colore bianco delle pareti e la pietra grigia delle membrature architettoniche.

Anche le colonne sono disposte secondo precisi calcoli matematici, delineando uno spazio armonico e regolare.

Il dado bruneschelliano a cosa serve?

Brunelleschi usa in modo originale i motivi tratti dall’architettura classica. Inserisce tra arco e capitello il cosiddetto “dado bruneschelliano”, un elemento architettonico che riprende il pulvino delle chiese bizantine, per dare più slancio ed equilibrio al sistema.

Che pianta ha la Basilica di San Lorenzo?

La pianta è a croce latina con tre navate e un ampio transetto.

Il disegno geometrico del pavimento e del soffitto a cassettoni e la trabeazione orizzontale delle navate sottolineano la struttura longitudinale dell’edificio e la fuga prospettica delle linee che convergono verso l’altare, centro simbolico della chiesa.

Cosa vedere nella Basilica di San Lorenzo Firenze?

Tra le opere più importanti si segnalano i pulpiti con episodi della vita di Cristo e di San Lorenzo di Donatello e scuola; l’Annunciazione di Filippo Lippi nella Cappella Martelli; il Tabernacolo in marmo di Desiderio da Settignano; le tombe di Giovanni e Piero de’ Medici di Andrea del Verrocchio, su commissione di Lorenzo il Magnifico per la sepoltura del padre Piero e dello zio Giovanni; l’affresco con il Martirio di San Lorenzo di Agnolo Bronzino.

La Sagrestia Vecchia

Dal braccio sinistro del transetto si accede alla Sagrestia Vecchia, alla quale Brunelleschi lavorò prima ancora che gli venisse commissionato il restauro della basilica.

Ha la doppia funzione di stanza di servizio per la vestizione del clero e, insieme, di monumentale cappella funeraria per Giovanni di Bicci de’ Medici (1360-1429), padre di Cosimo il Vecchio, ricchissimo banchiere residente nel quartiere.

La Sagrestia Nuova

È chiamata “Vecchia” per distinguerla dalla Sagrestia Nuova che Michelangelo realizzò nel 1521, addossata al lato destro del transetto.

Nella Sagrestia Nuova, lungo i muri ai lati dell’altare, ci sono le tombe di Giuliano de’ Medici duca di Urbino e di suo nipote Lorenzo, duca di Nemours.

Per info visite e biglietti vi invitiamo a consultare il sito sanlorenzofirenze.it