La Basilica di Santa Sabina all’Aventino sorge sul colle Aventino, a Roma.

Il sacerdote Pietro d’Illiria la fondò intorno al 430 d.C., al tempo del pontificato di papa Celestino I (423-432), sui resti del Titulus Sabinae, un edificio donato alla comunità cristiana da un’aristocratica di nome Sabina, successivamente identificata come la santa martire decapitata a Roma nel 120 d.C.

Sotto la navata centrale sono stati trovati resti di edifici del III secolo.

Pianta della Basilica di Santa Sabina all’Aventino

Basilica di Santa Sabina - Interno

L’edificio ha una semplice pianta basilicale, suddivisa longitudinalmente in tre navate da due file di dodici colonne collegate fra loro da archi a tutto sesto.

Al termine della navata centrale spicca un’abside ampia e luminosa.

Le colonne, slanciate ed eleganti, sono di ordine corinzio con fusto scanalato. Quasi tutte provengono da antiche costruzioni (ben 21 risalgono al II secolo).

L’interno è molto luminoso, grazie a una fitta serie di finestroni che si aprono sulla navata centrale, ripetuti sulla parete dell’abside.

Facciata di Santa Sabina Roma

La facciata, non ben visibile, è a salienti, ovvero riproduce nel profilo le tre diverse altezze, maggiore quella centrale, minori quelle laterali, delle navate interne.

La precede, nascondendola in parte, un atrio rettilineo che si apre in arcate impostate su otto colonne.

Particolare interesse è rivestito dal portale centrale, per la cornice in marmo di Età classica e i battenti con pannelli in legno di cipresso intagliati.