La Cappella Paolina o Cappella dei Santi Pietro e Paolo, nei Palazzi Vaticani si trova in prossimità della Cappella Sistina, Città del Vaticano.

Dove si trova la Cappella Paolina

Si tratta di una seconda cappella papale molto più piccola della Cappella Sistina voluta da papa Paolo III e per questo conosciuta come Cappella Paolina.

La cappella fu realizzata tra il 1537 e il 1540 su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane. Papa Paolo III attese che Michelangelo concludesse il Giudizio Universale nella Cappella Sistina; quindi gli chiese di passare subito alla sua nuova cappella. L’artista accettò controvoglia ma pretese piena libertà di espressione.

Cappella Paolina Michelangelo

Contiene due capolavori della maturità di Michelangelo: gli affreschi con la Conversione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro.

Conversione di San Paolo, Michelangelo, Cappella Paolina

Cappella Paolina, Vocazione di San Paolo

È un affresco, 625×661 cm, di Michelangelo Buonarroti, databile al 1542-1545. Si trova nella Cappella Paolina dei Palazzi Vaticani.

Nella Conversione di San Paolo, il futuro apostolo è rappresentato molto anziano, contrariamente a quanto ricordato dalle fonti, e ha le stesse fattezze di Michelangelo.

Accecato da un raggio luminoso, generato dal braccio del Cristo, Paolo, caduto da cavallo sulla via di Damasco, cerca di coprirsi il volto con la mano sinistra.

La Grazia divina lo ha colpito e lo ha trasformato da persecutore dei cristiani in apostolo delle genti.

Michelangelo, dando il proprio volto a San Paolo, vuole significare che la Grazia divina ha toccato anche lui e così facendo ha capito quanto è stato sterile il tempo da lui speso nel cercare la perfezione di Dio nella bellezza dei corpi umani. Da lì in avanti la sua arte non sarà più pagana ma cristiana e cercherà di mostrare non più corpi ma Dio come spirito.

Attorno a Paolo, il corteo che lo accompagna è colto da paura e sgomento: tutti cercano scampo correndo verso l’esterno della scena, incluso l’animale, disperdendosi in ogni direzione.

Cristo appare invece sospeso in alto, proteso verso il basso e praticamente capovolto. Questa immagine di Gesù non era mai stata adoperata prima. È circondato da angeli senza ali e dai primi martiri.

Crocifissione di San Pietro, Michelangelo, Cappella Paolina

Crocifissione di San Pietro

La Crocifissione di San Pietro è un affresco, 625×662 cm, di Michelangelo Buonarroti, databile al 1545-1550. È collocato nella Cappella Paolina in Vaticano. È l’ultimo affresco dipinto da Michelangelo.

Nella Crocifissione di San Pietro, Michelangelo Buonarroti scelse di rappresentare non il supplizio in sé ma l’atto della crocifissione, mostrando i sicari che stanno issando il vecchio Pietro già inchiodato sulla croce.

Egli ha da poco fondato la Chiesa, se n’è fatto carico nei primi difficili anni, e per questo suo atto sta pagando con un supplizio tanto atroce quanto crudele.

L’apostolo, il primo papa, per quanto vegliardo, ha un fisico possente e pieno di vigore. Con una torsione del busto e della testa, si volta e guarda verso l’osservatore.

È uno sguardo severo che egli rivolge a tutti, anche ai suoi successori: i pontefici che dopo di lui assumeranno il compito di guidare la Chiesa.

Lo sguardo di Pietro è il vero protagonista dell’opera: il più coraggioso atto di testimonianza che il vecchio artista toscano poteva lasciare in eredità.

Visitare la Cappella Paolina

Allo stato attuale non è possibile visitare la Cappella Paolina. È infatti luogo di culto privato del Papa.