Castel del Monte ad Andria in Puglia, costruito tra il 1240 e il 1250, è certamente il più noto dei castelli fatti edificare in tutta la Penisola da Federico II di Svevia (1194-1250).

Perché visitare Castel del Monte?

Castello del Monte dal 1996 fa parte della lista dei monumenti Patrimonio dell’Umanità Unesco ed è attualmente il monumento più visitato della Puglia.

La magnificenza e l’eleganza di Castel del Monte, dotato di bagni e di camini, fanno pensare a una funzione residenziale oltre che difensiva e strategica. Inoltre, la presenza di boschi e di selvaggina nelle aree circostanti avrà fatto sì che Federico II abbia utilizzato Castel del Monte come dimora di caccia, una delle sue passioni più grandi.

Non mancano però ipotesi più o meno fantasiose sulla destinazione di Castello del Monte: osservatorio astronomico, tempio del sapere o laboratorio di alchimia. È spesso indicato anche come uno dei possibili nascondigli del Santo Graal.

La struttura ottagonale del castello e delle sue torri è stata realizzata secondo accurate misure e proporzioni, che testimoniano la passione dell’imperatore per gli studi matematici e per la geometria.

Il castello ottagonale

La pianta ottagonale e il numero otto caratterizzano l’intera costruzione, dotata di otto torri ottagonali poste ai vertici e di un cortile ugualmente ottagonale.

Castel del Monte descrizione

L’esterno di Castel del Monte è rivestito in pietra calcarea locale, mentre nel cortile (sotto la cui pavimentazione c’è una grande cisterna per la raccolta dell’acqua piovana) sono utilizzati anche marmi e breccia corallina.

Il portale d’ingresso è ad arco acuto, ma affiancato da pilastri corinzi scanalati e sovrastato da una cornice e da un timpano di stampo classico.

Ciascuna delle sale trapezoidali all’interno (otto per ciascuno dei due piani collegati da scale a chiocciola con gradini che girano in senso antiorario) è coperta con una volta a crociera nella campata centrale quadrata e con volte a botte ogivali negli spazi laterali triangolari.

Le sculture all’incrocio dei costoloni (chiavi di volta) sono indicative della commistione di caratteri classici e gotici propria dell’arte federiciana.

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