La Città ideale, conservata nella Galleria Nazionale delle Marche a Urbino, è una delle immagini simbolo del Rinascimento italiano.

L’opera non ha un autore certo. È stata attribuita a diversi artisti che passarono per la corte di Urbino: da Francesco di Giorgio Martini a Leon Battista Alberti o Luciano Laurana.

La città ideale di Urbino è una tempera su tavola datata 1480-1490 circa; misura 67,7×239,4 cm.

Dove si trova la Città Ideale di Urbino?

Il centro di questa misteriosa tavola urbinate è occupato da un grande edificio a pianta circolare, collocato in una piazza. La sua struttura riprende lo schema dei templi classici come il Pantheon, anche se il suo aspetto lo rende simile a un battistero.

Il scenario urbano è privo di figure umane: i veri protagonisti sono gli elementi architettonici.

Che cos’è la città ideale del Rinascimento?

Questa tavola, che doveva decorare un mobile o un elemento di arredo, rappresenta la città ideale rinascimentale, governata da regole perfette, concepita secondo gli ideali umanistico-rinascimentali.

Nel corso del Medioevo le città si erano andate sviluppando in maniera disordinata, senza un progetto complessivo. Vi era generalmente una piazza sulla quale si affacciavano i più importanti edifici religiosi e civili e, intorno a essa, le abitazioni sorgevano in modo spontaneo.

A partire dal Quattrocento, il volto delle città medievali viene drasticamente mutato. Si realizzano infatti spazi aperti, piazze e giardini ispirati ai valori di eleganza, magnificenza ed equilibrio cari alla civiltà classica.

Le grandi piazze sono delimitate da edifici dalle proporzioni misurate e armoniche, spesso disposti in maniera rigorosamente simmetrica.

Le strade ampie e dritte disegnano isolati e quartieri di forma regolare che ricordano da vicino le antiche città romane.

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