La Kaaba, letteralmente «il cubo», si trova all’interno della Sacra Moschea della Mecca, la città santa per i fedeli dell’Islam.

Cosa rappresenta la Kaaba?

È il santuario della Mecca, il più importante della religione islamica, meta ogni anno di milioni di fedeli.

Infatti, il Corano prescrive ai fedeli di recarsi in pellegrinaggio alla Mecca (Hajj), almeno una volta nella vita.

Cosa c’è dentro la Kaaba?

Al suo interno vi è custodita la Pietra Nera, un sasso di roccia nera della grandezza di un pallone.

Secondo la teologia islamica, la Pietra Nera è l’unico pezzo rimanente della “Casa Antica” fatta calare da Allah direttamente dal Paradiso sulla Terra e andata poi distrutta nel Diluvio Universale. Messa in salvo da Noè, fu poi recuperata da Abramo e da suo figlio Ismaele; infine, Maometto la collocò nella Ka ba dove si trova tutt’oggi.

La pietra, originariamente bianca, sarebbe divenuta in seguito nera a causa dei peccati degli uomini.

Come si presenta all’esterno?

Il termine Kaaba significa “cubo” e si riferisce alla forma dell’edificio: un blocco in legno e pietra alto 15 metri, largo 12 e profondo 10.

La facciata, su cui si apre una porta a circa due metri dal suolo, è orientata verso nord-est. Nel suo angolo orientale, all’interno, è collocata la famosa Pietra Nera.

Costruita con la pietra grigio-azzurra estratta dalle montagne vicine alla Mecca, la Kaaba appare nera perché coperta da un prezioso tessuto nero, decorato con lamine d’oro che propongono scritte coraniche, rinnovato ogni anno.

La vecchia copertura viene tagliata a pezzi e distribuita ai fedeli, che la conservano come una reliquia.

L’interno della Kaaba

L’interno è pressoché vuoto. Vi si trovano solo tappeti sul pavimento e disposti lungo le pareti e lampade pendenti dal soffitto.

Chi può entrare nella Kaaba?

All’interno della Ka ba possono accedere solo i custodi del santuario e i membri della famiglia reale dell’Arabia Saudita, considerati i difensori della Ka ba.

La porta di accesso è difesa da una polizia speciale incaricata di sovrintendere alla tranquillità dei riti religiosi.