La necropoli di Saqqara a 30 chilometri a Sud di Il Cairo, in Egitto, è dominata dalla piramide a gradoni di Djoser, considerata la più antica piramide (2650 a.C. circa) mai realizzata tra quelle attribuite alla civiltà egizia.

Piramide di Djoser nella necropoli di Saqqara descrizione

L’imponente piramide di Djoser, faraone della III dinastia (2650-2575 a.C.), all’interno della necropoli di Saqqara, fu innalzata perché fosse possibile vedere la tomba del faraone dall’esterno di una gigantesca cinta muraria, che racchiudeva una vasta zona sacra costituita da templi, sacelli, tombe dei dignitari, edifici di servizio per i sacerdoti addetti al culto del sovrano.

La piramide di Djoser è costituita da sei tronchi di piramide sovrapposti fino a un’altezza calcolata di 60 metri.

In realtà si tratta di mastabe, ossia di strutture a forma di parallelepipedo, che contenevano uno spazio per i riti funebri e che segnalavano la presenza di una sepoltura.

La costruzione è costituita, per la prima volta nella storia dell’architettura egizia, da blocchi di calcare di silicio legati con malta; l’esterno è invece rivestito di lastre di pietra calcarea.

A una profondità di 28 metri si trova la camera funeraria dove riposano i corpi del sovrano e della sua famiglia.

Sulla base di una statua del faraone posta vicina al colonnato dell’ingresso, è stato ritrovato inciso il nome di Imhotep, l’architetto di questo enorme complesso.

Con la IV dinastia (2575-2465 a.C.) sorgono le piramidi a facce lisce, che simboleggiano la protezione di Ra, il dio Sole, che scende sulla tomba del faraone. La loro forma, infatti, ricorda un fascio di raggi di Sole. Ne sono esempi le piramidi di Giza: Cheope, Chefren e Micerino.

La necropoli di Saqqara è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1979.