La Scuola di Atene di Raffaello Sanzio (1483-1520), uno dei più grandi pittori del Cinquecento, è un affresco (500×770 cm) realizzato tra il 1509 e il 1511.

Dove si trova l’opera di Raffaello Sanzio Scuola di Atene?

La Scuola di Atene dipinto da Raffaello occupa un’intera parete della Stanza della Segnatura, una delle quattro Stanze Vaticane, poste all’interno dei Palazzi Apostolici, parte dei Musei Vaticani, a Roma.

Chi è il committente dell’opera?

Il committente dell’opera è papa Giulio II.

Nel 1508, per volere di papa Giulio II, Raffaello inizia la decorazione dell’appartamento privato del papa, le cosiddette Stanze Vaticane.

Raffaello esegue personalmente gli affreschi della Stanza della Segnatura, chiamata così perché lì si firmavano i documenti del tribunale ecclesiastico (dal latino signare).

Alle Stanze di Eliodoro e dell’Incendio di Borgo collaborano vari artisti; la Stanza di Costantino verrà invece realizzata dopo la morte di Raffaello.

La Scuola di Atene Raffaello descrizione

Nella Scuola di Atene Raffaello rappresenta un concetto: la conoscenza del Vero (cioè di Dio) è possibile attraverso la scienza e la filosofia.

Nell’opera sono rappresentati i massimi sapienti dell’antichità che discorrono tra loro in un immaginario edificio classico, che lascia intravedere il cielo.

Nelle nicchie delle pareti sono inserite numerose statue e rilievi ispirati al mondo classico.

Raffaello La Scuola di Atene personaggi

In quest’opera sono raffigurati ben 58 persone.

Al centro si trovano, in posizione dominante, i due sommi filosofi greci Platone e Aristotele.

Platone tiene in mano un libro da lui scirtto, il Timeo; punta il dito verso il cielo, perché ritiene che il mondo sia solo una copia imperfetta di una realtà superiore. Aristotele, invece, tende la mano verso la terra, a indicare che l’unica realtà è quella percepibile con i sensi.

I discepoli sono disposti intorno a loro a semicerchio e davanti, su una scalinata.

In primo piano sono l’astronomo Tolomeo, con il globo terrestre in mano, sulla destra, e il grande matematico Pitagora, nell’atto di leggere un libro, sulla sinistra.

Dietro Pitagora, la figura con il turbante è identificata con Averroè, filosofo arabo.

Sulla scalinata, alla destra di Platone, c’è Socrate, con la veste olivastra e di profilo, che argomenta con i suoi interlocutori.

Sulla scala, quasi sdraiato, c’è Diogene, detto il Cinico.

Raffaello ha dato ad alcuni personaggi della Scuola di Atene le sembianze di grandi artisti a lui contemporanei:

in Platone è riconoscibile il ritratto di Leonardo da Vinci; nel volto di Eraclito si distingue Michelangelo, che contemporaneamente lavorava alla Cappella Sistina;

in Euclide, considerato il massimo esponente della geometria, si ravvisa il volto di  Bramante, ed è raffigurato mentre disegna con un compasso.

Epicuro, sulla sinistra e coronato di pampini, è il ritratto del pittore Fedra Inghirami. Accanto a lui compare un bambino, il cui viso è quello di Federico Gonzaga, futuro duca di Mantova.

Zoroastro, filosofo orientale al quale era attribuita la fondazione dell’astronomia, di fronte a Tolomeo, è raffigurato, anch’egli, con in mano un globo celeste e ha il volto del poeta Baldassarre Castiglione.

Anche Raffaello si è ritratto nella scena, al margine destro del dipinto: è il giovane con il berretto nero.

La Scuola di Atene significato

L’affresco rappresenta la Verità che si raggiunge attraverso la Scienza, l’Arte e la Filosofia.

Raffaello ha inserito nell’opera grandi pensatori del mondo antico ma anche del suo tempo a dimostrare la continuità tra la grandezza dell’antichità e quella di Roma di Giulio II, committente dell’opera.

I Musei Vaticani sono immensi e numerose sono le opere da visitare. Per organizzare al meglio la vostra visita vi invitiamo a consultare il sito ufficiale dei Musei Vaticani.