Leptis Magna, nell’attuale Libia, è una delle più importanti città romane meglio conservate nei secoli.

Città prima greca, poi cartaginese, divenne romana nel I secolo d.C.

Dopo l’ascesa al potere dell’imperatore romano Settimio Severo, che qui era nato, la città conobbe un eccezionale fervore edilizio.

Risalgono infatti a quest’epoca la lunga strada colonnata, che era larga 20 metri e lunga 400 e che conduceva verso il porto. Qui Settimio Severo vi fece erigere un faro, di cui restano solo le fondamenta. Secondo le fonti antiche, il faro era più alto di 35 metri e simile al più famoso faro di Alessandria.

C’è poi il magnifico foro, dominato a un’estremità da un tempio, collocato su un altissimo podio, e all’estremità opposta da una basilica.

Il complesso foro-basilica di Leptis Magna replica il modello dei Fori imperiali di Roma e spicca per le ricchissime decorazioni conservate.

In occasione di una visita dell’imperatore Settimio Severo alla sua città natale, per rendere onore a lui e alla sua famiglia, fu eretto l’Arco di Settimio Severo.

Non dimentichiamo infine le Terme di Adriano.

Al culmine del suo splendore, Leptis Magna contava tra i 60 000 e gli 80 000 abitanti.

Terme, imponenti edifici, foro, basilica: questa città non aveva niente da invidiare alle città romane dell’altra sponda del Mediterraneo.

 

Tra il 4° e il 5° secolo, la città e la regione furono devastate dai barbari.