La Lupa Capitolina è il simbolo per eccellenza della città di Roma.

La statua bronzea è conservata presso i Musei Capitolini di Roma; una sua riproduzione si trova invece sul Campidoglio dal 1471, quando papa Sisto IV la donò al popolo romano trasferendola dal Laterano.

La Lupa Capitolina è alta 75 cm e lunga 114 cm. Impressiona per la sua magrezza, i suoi denti acuminati, le mammelle turgide di latte verso le quali si protendono i due gemelli Romolo e Remo, secondo la leggenda, da lei trovati, salvati e allattati.

Ancora oggi si discute su chi l’abbia realizzata. Secondo alcuni è un prodotto dell’arte etrusco-italica, secondo altri di quella magno-greca, per altri ancora è un prodotto dell’arte romana. L’opinone più diffusa è quella che considera la Lupa Capitolina un oggetto di produzione etrusca del V secolo a.C.

Tali considerazioni riguardano unicamente la Lupa, perché da tempo si sa che i due gemelli sono stati aggiunti in epoca rinascimentale, probabilmente da Antonio del Pollaiolo.

Vi sono però oggi delle ipotesi che – se confermate – darebbero al monumento una datazione assai più tarda, addirittura medievale.

Esiti di esami scientifici (radiocarbonio, termoluminescenza) e valutazioni sulla modalità di fusione del bronzo hanno infatti portato autorevoli studiosi a collocarla intorno al XIII secolo d.C.

Perché la Lupa è il simbolo di Roma?

La Lupa è il simbolo di Roma perché è l’animale sacro a dio Marte, a sua volta padre di Romolo e Remo, salvati dalla Lupa e legati, secondo la leggenda, alla fondazione della città di Roma.