Perseo, Piazza della Signoria, Firenze

perseo

Il 27 aprile del 1554, dopo nove anni di lavorazione, Benvenuto Cellini (Firenze 1500-1571) inaugura la statua in bronzo del Perseo, su commissione del duca Cosimo I dei Medici, situata sotto la Loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria, a Firenze.

Perseo era figlio di Danae e di Giove. Un oracolo aveva predetto al padre di Danae e re di Argo, Acrisio, che sarebbe stato ucciso dal nipote. Per sfuggire a questo destino fece mettere in mare Danae e Perseo, dentro una cassa.

Per volere di Giove, la cassa restò miracolosamente a galla e, raggiunta l’isola di Serìfo, i due vennero accolti dal re dell’isola, Polidette.

Polidette, invaghitosi di Danae, per allontanare Perseo lo incaricò di portargli la testa dell’orribile Medusa.

Medusa era una delle tre Gorgoni, l’unica mortale. Aveva testa umana, serpenti per capelli, mani di bronzo e ali d’oro. Chiunque incontrasse il suo sguardo veniva trasformato in pietra.
Il giovane Perseo riuscì nell’impresa grazie all’aiuto degli dèi: Mercurio, che gli donò i sandali alati e la spada, Minerva, che gli diede lo scudo bronzeo e Plutone, che gli donò un elmo che rendeva invisibile chi lo portasse.
Perseo uccise Medusa guardando la sua immagine nello scudo di bronzo.

Nella scultura, Perseo è in piedi col capo chinato in avanti per guardare il corpo di Medusa schiacciato sotto i suoi piedi. Vittorioso, col braccio alzato, mostra la testa mozzata della mostruosa creatura.

La figura dell’eroe è modellata con grande accuratezza anatomica e rivela un attento studio del vero.

Il Perseo Di Benvenuto Cellini appare ispirato dal David di Michelangelo, distante pochi metri dalla loggia.

Nota: sulla nuca del Perseo è nascosto l’autoritratto di Benvenuto Cellini (Firenze 1500-1571), quel volto barbuto e arcigno che i ritratti dell’epoca ci hanno tramandato del maestro fiorentino.
Più precisamente: l’elmo, sul retro del capo, forma gli occhi e il naso prominente e volitivo, mentre i lunghi capelli di Perseo vanno a comporre quella folta barba con la quale Benvenuto Cellini è da sempre conosciuto.

xnhhnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnn