La Piazza dei Miracoli è così chiamata perché gli edifici che vi sorgono compongono un ambiente di “miracolosa” armonia. Per l’Unesco la Piazza dei Miracoli a Pisa è uno dei siti “Patrimonio dell’Umanità”.

Sul prato verde della Piazza, su cui il marmo bianco risalta in maniera eccezionale, c’è un complesso di capolavori costruiti e decorati tra il XII e il XV secolo. C’è l’enorme Battistero (l’edificio rotondo, quello in cui battezzavano i bambini), il Duomo romanico, la celeberrima Torre di Pisa o Torre pendente e, infine, il Camposanto, cioè il cimitero.

La piazza era già un luogo importante durante il periodo etrusco, la grande civiltà che si sviluppò in Toscana prima di Roma. Fu una piazza anche durante l’impero romano.

I Longobardi, che dominarono gran parte dell’Italia tra il VII e l’VIII secolo, usarono parte della piazza per il cimitero.

Nel X secolo fu costruita la prima chiesa, rifatta alla fine del XII secolo: quella che vediamo ancora oggi. Nel 1156 inizia la costruzione del Battistero e poco dopo quella del Campanile, chiamato “Torre” come succede spesso in Toscana.

Il Duomo di Pisa è un perfetto esempio di architettura romanica toscana, coperto di marmo di Carrara. Una serie di archi ciechi, che si aprono sul muro, danno profondità. È costituito da tre navate: una centrale molto alta e due laterali.

La stessa decorazione ad archi ricopre il Camposanto, la Torre e il Battistero.

Il Battistero di Pisa aveva una grande apertura nel tetto, come il Pantheon di Roma, per raccogliere la pioggia (l’acqua che viene dal cielo e perciò “santa”) per usarla nei battesimi. Poi, nel Trecento l’apertura del tetto fu chiusa perché fu aggiunta una “corona” gotica e fu cambiata la forma della cupola.