Il Ramesseum o Ramesseo è il tempio commemorativo del grande faraone Ramses II, sulla riva occidentale del fiume Nilo, a pochi chilometri dalla moderna città di Luxor, in Egitto. Si tratta di uno dei più grandi monumenti dell’epoca faraonica.

Fu l’archeologo Jean-François Champollion a coniare tale nome, quando nel 1829 visitò i resti del tempio e scoprì i geroglifici con il nome del faraone.

Dedicato ad Amon, questo tempio fu edificato come simbolo della potenza e grandezza eterna di Ramses II.

Ospitava il colosso di Ramses II alto quasi 20 metri e dal peso di 1000 tonnellate. Dell’enorme statua caduta oggi rimangono solo pochi frammenti.

Il Ramesseum o Ramesseo, costruito in più di vent’anni, si componeva in origine: di un tempio centrale affiancato da due piccoli santuari dedicati alla madre, Tuya, e alla sua sposa Nefertari; un palazzo reale; alcuni depositi.

Il tempio centrale è costituito da una meravigliosa successione di colonnati, vestiboli e cortili, e le immagini e le iscrizioni che decorano il muro del tempio registrano gli eventi della famosa battaglia di Qadesh contro gli Ittiti.

Sono ancora in piedi 29 delle 48 colonne che sorreggono la sala interna, così come il tetto dell’ambiente retrostante, ornato da geroglifici di argomento astronomico.

Nel secondo cortile è poi ancora visibile un’altra testa di Ramses II, in granito nero. Faceva parte di una coppia, la cui gemella, raffigurante sempre Ramses II, era in granito rosa.