Il Ritratto di Federico da Montefeltro e sua moglie Battista Sforza è noto anche come Dittico dei duchi di Urbino o Dittico degli Uffizi perché attualmente è conservato nella Galleria degli Uffizi di Firenze.

Federico di Montefeltro (1422-1482) e la moglie Battista Sforza (1446-1472) erano i signori di Urbino a metà del Quattrocento.

Chi ha dipinto il ritratto di Federico da Montefeltro e sua moglie Battista Sforza?

A eseguire il Doppio ritratto dei duchi di Urbino Battista Sforza e Federico da Montefeltro, con i loro Trionfi dipinti nel retro, è Piero della Francesca (1416 circa-1492), tra i più grandi pittori del Rinascimento.

Piero della Francesca a Urbino

Piero della Francesca fra il 1469 e il 1472 soggiornò a Urbino, accolto dal duca Federico Montefeltro.

Proprio in quegli anni il duca di Urbino era impegnato a fare della propria corte uno dei centri culturali più prestigiosi della penisola e Piero della Francesca dipinse qui opere importanti come la Flagellazione di Cristo (Urbino, Galleria Nazionale delle Marche); la Pala di Brera (Milano, Pinacoteca di Brera); la Madonna di Senigallia (Urbino, Galleria Nazionale delle Marche); i Ritratti di Federico da Montefeltro e Battista Sforza (Firenze, Galleria degli Uffizi).

Piero della Francesca, Ritratto di Federico da Montefeltro e sua moglie Battista Sforza, 1465-1472, tempera e olio su tavola, 47×33 cm ciascuna tavola. Firenze, Galleria degli Uffizi.

Dove si trovano i Ritratti di Federico da Montefeltro e Battista Sforza duchi di Urbino?

Come sono rappresentati il duca di Montefeltro e sua moglie nel dittico degli Uffizi?

Piero della Francesca ritrasse il duca di Montefeltro e sua moglie di profilo su una doppia tavola (dittico).

Le due tavole sono oggi presentate una accanto all’altra, ma probabilmente in origini erano riunite in un dittico apribile.

Federico da Montefeltro si faceva ritrarre sempre di profilo e mostrando solo il lato sinistro del volto, come nella Pala di Brera.

Per quale motivo? Durante un torneo aveva perso l’occhio destro e quindi il lato destro del volto era deturpato. Anche la particolare forma del naso è una conseguenza di quell’incidente. Per ampliare il campo visivo dell’unico occhio rimastogli, utile soprattutto in battaglia per vedere un poco meglio, Federico decise di farsi limare la parte superiore del setto nasale.

I due personaggi, l’uno di fronte all’altro, sembrano guardarsi negli occhi. Sullo sfondo un paesaggio d’invenzione che si congiunge nei due dipinti formando un unico scenario: il pittore sembra volerci comunicare l’idea dell’estensione delle terre dominate dai Montefeltro.

I Trionfi sul retro del Dittico dei duchi di Urbino

I Duchi di Urbino - retro

I Trionfi sul retro sono incentrati sulla celebrazione delle virtù morali dei due personaggi.

Il duca Federico Montefeltro è l’emblema della gloria terrena. Egli infatti è celebrato come capitano vittorioso di eserciti e perciò trasportato su un carro trainato da cavalli (simbolo della nobiltà e della forza), mentre una Vittoria alata lo incorona di alloro. Davanti a lui siedono le quattro virtù cardinali (fortezza, prudenza, giustizia e temperanza), uniche ispiratrici della vera grandezza dell’uomo su questa terra.

Nel dipinto della duchessa Battista Sforza è rappresentato invece il motivo della gloria spirituale. Battista Sforza è infatti accompagnata nel suo mitico viaggio trionfale dalle tre virtù teologali (fede, speranza e carità). Inoltre il suo carro è trainato da due liocorni, animali che fin dall’antichità simboleggiavano fasto e purezza insieme: il che si addiceva al trionfo di una donna. Il quarto personaggio che accompagna la duchessa, tutta impegnata e raccolta nella lettura del suo libro di preghiere, è un alto prelato in rappresentanza della Chiesa di Cristo.

Per organizzare al meglio la vostra visita presso la Galleria degli Uffizi, vi invitiamo a consultare il sito ufficiale degli Uffizi www.uffizi.it