mercoledì, Settembre 22, 2021

Sami, il popolo della Lapponia

I Sami, o Lapponi, sono gli attuali abitanti della Lapponia, la regione più settentrionale d’Europa, all’interno del Circolo Polare Artico.

Alcune migliaia di anni fa in questa terra si stabilirono popoli nomadi di origine asiatica: i progenitori degli odierni lapponi.

Il nome di «lapponi», dal significato spregiativo, fu dato loro dagli esploratori svedesi nel corso del Seicento.

I Sami si insediarono in questa zona tra il 3500 e il 2000 a.C., dedicandosi alla caccia e alla pesca. Solo tra il XVII e il XVIII secolo, con l’addomesticamento delle renne, cominciarono a praticare una forma di nomadismo basata sull’allevamento.

Dalle renne, usate anche come animali da tiro, traggono ogni sostentamento, dal latte, alla carne, alle pelli.

Tra il Cinquecento e il Settecento, all’allevamento delle renne si affiancarono la pesca di specie pregiate, come salmoni e trote, e un ricco artigianato artistico, che comprendeva la lavorazione dell’argento. In seguito, con lo sviluppo dell’industria e in particolare lo sfruttamento minerario dell’area, queste attività scomparvero.

D’estate i Sami si trasferiscono tutti in montagna nella parte occidentale, nei pressi dei grandi laghi, mentre d’inverno si spostano nei fitti boschi di conifere.

In entrambe le situazioni i gruppi familiari occupano piccole capanne che costituiscono di fatto la loro casa. L’intera zona, dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 1996, non possiede alcun insediamento umano abitato in maniera permanente.

Il territorio tradizionale di insediamento dei Lapponi si estende su un’area geografica che comprende quattro Paesi: Finlandia, Norvegia, Russia e Svezia.

Oggi i Sami non sono più completamente nomadi ma vivono in piccoli paesi e la loro “capitale culturale” è considerata Kautokeino, dove il 90% dei suoi abitanti parla la lingua sami. Qui si trovano alcune istituzioni: la Sami University College e il Nordic Sami Research Institute.

Esiste solo un piccolo gruppo di 200-250 Sami che continuano a vivere in modo tradizionale, soprattutto nell’area occidentale, trascorrendo l’estate nell’area protetta e allevando renne. Il loro diritto alla terra, all’acqua, alla pesca e alla caccia è regolato e tutelato per legge. L’unico aspetto per il quale si differenziano dai loro antenati è l’uso della tecnologia per l’allevamento delle renne, come per esempio l’utilizzo di piccoli velivoli a motore e motociclette per riunire i branchi e distribuirli nei pascoli.

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