Sette colli di Roma – dove si trovano

I sette colli di Roma - dove si trovano
I sette colli di Roma - dove si trovano

La carta illustra la posizione dei sette colli di Roma:

I sette colli di Roma - dove si trovano

  • Celio, all’interno del quale si trova il simbolo dell’eternità di Roma, il Colosseo;
  • Palatino, qui secondo la leggenda Romolo e Remo vennero trovati e allattati dalla Lupa; qui gli imperatori Augusto, Tiberio, Caligola, i Flavi e per ultimo Settimio Severo costruirono le loro residenze imperiali, delle quali oggi possiamo ammirare gli imponenti resti archeologici;
  • Campidoglio, oggi sede del Municipio e dell’omonima piazza progettata da Michelangelo Buonarroti. All’epoca del Sacco di Roma del 390 a.C. da parte dei Galli di Brenno fu sede del famoso episodio delle oche capitoline;
  • Quirinale, dove oggi si trova il palazzo sede del Presidente della Repubblica italiana e le Scuderie del Quirinale, sede di mostre ed eventi culturali;
  • Viminale, qui il palazzo sede del Ministero dell’Interno e il celebre Teatro dell’Opera di Roma;
  • Esquilino, sede della Stazione Termini; qui si trovano anche la Basilica di Santa Maria Maggiore e il monumento di Minerva Medici;
  • Aventino, affacciato sul Circo Massimo, un tempo ospitava il tempio di Minerva e il tempio della Luna; oggi è famoso soprattutto per il Giardino degli Aranci, da cui godersi un’ottima visuale della città.

I sette colli di Roma sono alture modeste (il Campidoglio non supera i 50 metri di altezza), ma nell’antichità erano sufficienti a isolare coloro che li occupavano dalla piana paludosa sottostante, preservandoli da eventuali inondazioni del fiume Tevere.

Anche l’area pianeggiante dove sorse il Foro Romano, tra Campidoglio e Palatino, era in origine paludosa e venne bonificata grazie a un canale di deflusso delle acque, la cloaca massima, che risale al VI secolo a.C. e il cui tracciato è visibile nella carta.

La carta mostra anche la cinta muraria completa più antica, le cosiddette Mura serviane (IV secolo a.C.); da esse restava escluso il più meridionale dei sette colli di Roma, l’Aventino, che venne compreso nel perimetro della città solo nel I secolo a.C.