Le Terme di Caracalla iniziate nel 212 d.C. dall’imperatore Marco Aurelio Antonino, detto Caracalla, vennero inaugurate nel 217. Rimasero in uso fino al VI secolo.

Erano le più splendide terme di Roma. Oltre alle sale con piscine di acqua fredda, tiepida e calda, alla palestra per la lotta e ai giardini, ospitavano biblioteche, uffici e botteghe. Al suo interno, inoltre, è stato ritrovato addirittura un Mitreo (tempio per il culto del dio Mitra), il più grande mai ritrovato nell’Urbe.

Erano considerate tra le più sontuose di Roma. Si estendevano su 130 000 metri quadri e potevano ospitare fino a 1600 persone.

Rimasero per circa un secolo le terme più imponenti di Roma, superate solo dalle Terme di Diocleziano nel 306.

Le terme furono per secoli, insieme ai giochi e agli spettacoli teatrali, una delle occupazioni preferite dai Romani. Ma, con l’avvento del Cristianesimo e del suo trionfo, nel IV-V secolo, gli stabilimenti vennero demonizzati come luoghi di promiscuità, corruzione e lussuria.

A seguito delle invasioni barbariche, le terme iniziarono a essere progressivamente abbandonate, fino alla loro definitiva chiusura.

Fu questa la sorte che toccò anche alle Terme di Caracalla. Cessarono di funzionare nel 537 quando, in piena guerra greco-gotica, il re barbaro Vitige tagliò gli acquedotti che le rifornivano.

Nei secoli successivi, il grandioso complesso finì per fornire pregiati materiali da costruzione per i cantieri di importanti monumenti, a Roma e in tutta la penisola: dalla Basilica di Santa Maria in Trastevere al Duomo di Pisa, fino alle collezioni dei Farnese e dei Medici.