I Tetrarchi è il gruppo scultoreo in porfido rosso murato nel lato meridionale della Basilica di San Marco a Venezia. L’opera è alta 130 cm e proviene da Costantinopoli; è stata trasferita a Venezia nel XIII secolo, durante la quarta crociata.

Il porfido proveniva dalle cave di proprietà personale dell’imperatore Diocleziano, nel deserto egiziano. Il colore rossastro del porfido, invece, richiamava la porpora imperiale per rappresentare la maestà del sovrano.

Cosa rappresentano i Tetrarchi?

Il gruppo statuario raffigura la Tetrarchia, ovvero il sistema di governo messo a punto dall’imperatore Diocleziano.

I quattro tetrarchi sono i due augusti e i due cesari che si dividevano l’Impero romano d’Oriente e d’Occidente, tra il III e il IV secolo.

Analisi dell’opera

I due augusti e i due cesari sono simili per le vesti che indossano, il berretto pannonico ornato con gemme e per la spada con impugnatura di stile persiano.

Gli augusti portano la barba, che è simbolo della saggezza propria dell’età matura, e appoggiano la mano sulla spalla dei cesari in segno di collaborazione e di concordia.

Lo stile dell’opera I Tetrarchi è quello proprio dell’epoca, tra la fine del III secolo e l’inizio del IV secolo d.C.

Le teste hanno la forma di un solido geometrico; i capelli sono raffigurati quasi come calotte dai margini molto precisi; le barbe sono picchiettate; le pieghe dei panneggi sono scavate secondo una rigida simmetria.

È uno stile che ama la compattezza e la schematicità e caratterizza tutte le sculture del tempo, sia in pietra sia in bronzo.