Tomba di Petrarca ad Arquà, mistero irrisolto

La tomba di Petrarca ad Arquà
La tomba di Petrarca sul sagrato della chiesa di Santa Maria Assunta di Arquà

Tomba di Petrarca ad Arquà: un mistero irrisolto

Francesco Petrarca per sfuggire alla Peste Nera che colpì anche Milano, si trasferì dapprima a Padova (1361), poi a Venezia (1362).

A Venezia rimase fino al 1368, allorché decise di trasferirsi nuovamente a Padova, ospite di Francesco da Carrara, colto signore amante dell’arte e protettore di artisti e letterati. Egli donò al poeta un appezzamento di terreno ad Arquà (Padova), dove il poeta si fece costruire una casa (leggi qui La casa di Petrarca ad Arquà).

Nella sua casa ad Arquà, Petrarca trascorse gli ultimi anni, assorto sempre nelle attività a lui più care, studiare e scrivere. Si spense nella notte tra il 18 e il 19 luglio del 1374; la leggenda vuole che la morte lo abbia colto chino su un codice del suo amato Virgilio.

La tomba di Petrarca ad Arquà

Le spoglie di Petrarca furono dapprima sepolte nella chiesa parrocchiale di Arquà. Sei anni più tardi, nel 1380, vennero trasferite nel sarcofago, in marmo rosso di Verona, che da allora le custodisce.

Nel 2003, in vista del settimo centenario dalla nascita del poeta, la tomba è stata aperta per verificare lo stato di conservazione delle ossa.

Un fatto inquietante deve essere accaduto durante le varie vicende che la sepoltura del poeta ha conosciuto nel corso di 630 anni. L’esame del DNA, effettuato su un frammento di cranio e su un pezzo di costola, ha rivelato che i campioni appartengono a due individui diversi: se il busto è sicuramente maschile (una persona alta, affetta da obesità), il cranio potrebbe essere quello di una donna.

Non solo: un frammento di pochi grammi del cranio è stato inviato a Tucson in Arizona ed esaminato con il metodo del radiocarbonio, consentendo di accertare che il cranio femminile ritrovato nel sepolcro risale al 1207 circa.

A chi sia appartenuto, perché si trovasse nella tomba di Petrarca e dove si trovi il cranio del poeta costituiscono a tutt’oggi misteri irrisolti.

Il sacello reca incisa l’iscrizione in latino dettata dal poeta stesso prima di morire:

Questa pietra ricopre le fredde ossa di Francesco Petrarca, accogli o Vergine Madre, l’Anima sua e Tu Figlio della Vergine, perdona. Possa essa stanca della terra, riposare nella rocca celeste.