Trieste, da cui Umberto Saba era attratto e contemporaneamente respinto, è una presenza costante e fondamentale in tutta l’opera del poeta. A Trieste Saba si sentiva isolato e in difficoltà, lontano da essa ne sentiva la necessità per continuare a scrivere.

Per andare alla ricerca della Trieste di Saba, proponiamo alcuni itinerari che si possono facilmente percorrere a piedi.

1. Libreria antiquaria (via San Nicolò 30), gestita da Saba a partire dal 1919, con l’aiuto del giovane  Carlo Cerne.

2. Caffè da Walter (già latteria, in via San Nicolò 29), dove, all’ora di chiusura meridiana, il poeta incontrava sua figlia Linuccia e altri amici.

3. Studio di Edoardo Weiss (via San Lazzaro 8): nel 1929 Saba entrò in cura dal dott. Weiss, che introdusse in Italia la psicoanalisi di Sigmund Freud.

4. Il Porto Vecchio: «Qui dove imberbi scritturali il peso / registravano, e curvi sotto il carico / in fila indiana sudati braccianti / salivano scendevano oscillanti / scale dai moli agli alti bordi, preso / fra bestemmie e muggiti, della vita / solo un pensiero a me era nocente».

5. Casa natale di Saba (via Riborgo, 25), dove nacque il poeta, il 9 marzo 1883. La casa, che si trovava dunque in Cittavecchia (quell’insieme di viuzze, vicoli e androni compresi in un triangolo con il vertice sul colle di San Giusto e la base in riva al mare), nell’antico ghetto ebraico, fu demolita nel 1937.

6. Secondo domicilio triestino di Saba (via San Giacomo 1, un’antica via di Cittavecchia): a circa dieci anni, Umberto si stabilì qui con la madre e la zia.

7. Osterie (in Cittavecchia), che Saba frequentava e che ricorda nelle sue poesie.

8. Casa di Lina (via Delle Acque, ora Timeus), dove abitava la futura moglie di Saba, Lina Wöfler.

9. Abitazione triestina di Saba dal 1919 alla morte (Via Chiazza, ora Crispi 56): qui si stabilì Saba, dopo essere stato congedato nel 1919.

È inoltre da visitare la tomba di Umberto Saba a Trieste (Cimitero di Sant’Anna, Campo Primo), che riposa nel cimitero cattolico di Sant’Anna accanto alla moglie.