Villa romana del Casale – Piazza Armerina

L'esterno della Villa del Casale a Piazza Armerina
L'esterno della Villa del Casale a Piazza Armerina

La Villa romana del Casale (dal nome della contrada nella quale è ubicata) è situata a quattro chilometri da Piazza Armerina, una splendida cittadina in provincia di Enna, in Sicilia. Nel 1997 l’Unesco ha dichiarato la villa Patrimonio dell’Umanità.

La villa è famosa in tutto il mondo per la ricchezza e la qualità dei suoi mosaici (IV secolo d.C.) in perfetto stato, salvaguardati nei secoli da un’alluvione che, nel XII secolo, ha coperto la costruzione sotto uno strato di limo.

La visita si snoda dall’ingresso della villa verso le terme, il grande peristilio, il lungo corridoio detto “della Grande Caccia” perché ornato dai mosaici che raffigurano la cattura di animali feroci, che vengono poi caricati sulle navi, e termina negli ambienti in cui vivevano gli antichi proprietari.

Villa romana del Casale, Piazza Armerina - la planimetria
Villa romana del Casale, Piazza Armerina – la planimetria

1 Ingresso
2 Cortile Poligonale
3 Latrina a esedra
4 Edicola di Venere
5 Vestibolo delle Terme
6 Sala Biabsidata o Salone del Circo
7 Praefurnium
8 Calidarium
9 Tepidarium
10 Sala delle frizioni
11 Frigidarium
12 Latrina privata
13 Vestibolo dell’Advenuts
14 Sacello dei Lari
15 Peristilio quadrangolare
16 Giardino e fontana
17 Ingresso privato alle terme
18 Sala con fornace
19 Sala interna
20 Cucina
21 Sala con figure a stella
22 Ratto delle Sabine
23 Sala mosaico perduto
24 Sala delle quattro stagioni
25 Sala eroti pescatori (amorini)
26 Sala della piccola caccia
27 Sala mosaico a ottagoni
28 Sala mosaico a scacchiera
29 Ambulacro della grande caccia
30 Sala mosaico a riquadri
31 Sala delle palestrite (ragazze in bikini)
32 Diaeta di Orfeo
33 Cortile privato
34 Sala degli amorini vendemmianti
35 Peristilio ovoidale
36 Sala amorini pescatori
37 Triclinio triabsidato
38 Acquedotto e vasca
39 Diaeta di  Arione
40 Atrio semicircolare
41 Cubicolo dei  musici e degli attori
42 Vestibolo del piccolo circo
43 Vestibolo di Eros e Pan
44 Cubicolo dei fanciulli cacciatori e alcova dei fiori
45 Latrina ottagonale
46 Basilica
47 Vestibolo di Ulisse e Polifemo
48 Cubicolo della frutta
49 Cubicolo di Eros e Psiche (scena erotica)

Particolare del pavimento del Corridoio della Grande Caccia
Particolare del pavimento del Corridoio della Grande Caccia

La scoperta della Villa romana del Casale

I primi scavi archeologici nella zona vennero effettuati alla fine dell’Ottocento e poi ripresi nel 1929 e nel 1935. Infine, nel decennio tra il 1950 e il 1960 l’intero complesso fu portato interamente alla luce, grazie all’opera dell’archeologo Vinicio Gentili che ne intraprese l’esplorazione in seguito alle segnalazioni degli abitanti del posto.

I proprietari della Villa romana del Casale

L’identificazione del proprietario è stata a lungo discussa e molte ipotesi sono state formulate.

Alcuni storici hanno supposto che i proprietari della villa fossero degli aristocratici vicini alla corte imperiale, come Rufo Volusiano, prefetto urbano e console sotto Massenzio e Costantino, o Procuro Populonio, governatore della Sicilia tra il 327 e il 331 e console nel 340, o lo stesso imperatore Massimiano (285-305).

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476), con l’arrivo dei Visigoti e dei Vandali, la villa fu sicuramente depredata; ma quando il generale bizantino Belisario (500-565) la riprese ai barbari, la dimora fu nuovamene abitata, come fanno pensare alcuni restauri di quel periodo.

Residenza di proprietari bizantini per alcuni secoli, la villa fu occupata successivamente dai Saraceni, i nuovi dominatori dell’isola.

I successvi signori, i Normanni, continuarono ad abitare la villa, fino a quando uno smottamento del monte Mangone non la coprì con una colata di fango, proteggendola per diversi secoli, ma facendone pure perdere la memoria.

I mosaici della Villa romana del Casale

Sia lo stile che le figure rappresentate nei mosaici, sia l’acconciatura dei capelli che i copricapi di alcuni personaggi, fanno datare la realizzazione di questi tappeti musivi al IV secolo d.C.

Essi sono sicuramente opera di maestranze africane, visto che i mosaici sono paragonabili a quelli tunisini ed algerini e che i tasselli colorati provengono dal Nord Africa, dalla zona di Cartagine.

La Stanza delle ragazze in bikini

Sala delle palestrite (ragazze in bikini)
Sala delle palestrite (ragazze in bikini)

La Stanza delle ragazze in bikini è la più celebre e raffigura dieci ginnaste rappresentate con subligar (mutandine) e stropkion (una sorta di top). Sono impegnate in varie discipline sportive, in onore della dea del mare Teti.

Ragazze in bikini raffigurate nei mosaici della Stanza delle Palestrite
Ragazze in bikini raffigurate nei mosaici della Stanza delle Palestrite

La scena è divisa in due scomparti orizzontali:

    • la parte superiore raffigura momenti del gioco con i pesi, del lancio del disco e della corsa;
    • nella sezione inferiore, a cominciare da destra, sono rappresentati il gioco della palla a mano, la ragazza con la palma della vittoria che si pone sul capo la corona tortile ed infine la scena della premiazione eseguita da una fanciulla con manto aureo, che si appresta a porgere la corona e la palma ad una ragazza con in mano una ruota raggiata.