Visitando Praga, città di magia e leggende

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Praga, capitale della Repubblica Ceca, sorge al centro della pianura boema, lungo il corso del fiume Moldava. La città è una delle mete turistiche culturali più importanti del mondo. Offre un centro storico unico per le architetture gotiche e l’eccezionale conservazione degli edifici.

Cattedrale di San Vito, Praga
Cattedrale di San Vito, Praga

Fin dall’XI secolo, Praga è stata la sede dei re di Boemia. Nel 1344 Carlo IV di Boemia, imperatore del Sacro Romano Impero e grande artefice dello splendore di Praga, diede l’incarico di costruire la grande cattedrale gotica di San Vito all’interno del Castello di Praga, il più grande castello antico del mondo e oggi residenza del presidente della Repubblica Ceca. La Cattedrale di San Vito fu terminata nel 1929, dopo quasi 600 anni. Reca traccia di molti stili architettonici: romanico, gotico, rinascimentale, barocco, neogotico e persino liberty. Ospita un’importante reliquia della cristianità, la testa di San Luca Evangelista.

Ponte Carlo, forse il più celebre simbolo di Praga
Ponte Carlo, forse il più celebre simbolo di Praga

Fu sempre Carlo IV di Boemia a commissionare nel 1357 il Ponte Carlo. Il Ponte Carlo unisce le due rive del fiume Moldava e in particolare il quartiere vecchio, chiamato Staré Mesto, con il “piccolo” quartiere patrizio (Malà Strana).
Il Ponte Carlo, il più importante della città, conserva numerose leggende. Secondo una di queste, le sue statue di santi (30 in tutto, oggi copie delle statue originali) sarebbero dei “protettori di pietra” che, in cambio delle cure ricevute per la loro conservazione, si prendono cura dei neonati di Kampa, un’isoletta sulla Moldava  separata dai quartieri della riva sinistra da un breve ramo di fiume.
Si racconta inoltre che nelle mura del ponte un tempo era infissa la spada di san Venceslao: in caso di invasione nemica, il santo patrono della Boemia l’avrebbe impugnata per decapitare tutti i nemici e salvare la città, ma un giorno, per gioco, dei bambini se ne impossessarono e da allora andò perduta. Per questo un simpatico detto praghese afferma che le sorti della città sono nelle mani dei bambini.
Infine, sempre sul ponte Carlo, una croce d’oro segna il punto in cui venne gettato nel fiume san Giovanni Nepomuceno: chi tocca la croce vedrà avverarsi i suoi desideri.

La piazza del quartiere vecchio, Praga
La piazza del quartiere vecchio o “Città vecchia”, Staré Mesto

Il quartiere vecchio (o “Città vecchia”, Staré Mesto) è la parte più antica di Praga dopo il castello. Fu popolato fin dal XII secolo da molti stranieri, soprattutto italiani, ebrei, tedeschi e francesi. Nella piazza del quartiere vecchio si trova una delle più importanti attrazioni turistiche di Praga: l’orologio astronomico.

L'orologio astronomico di Praga
L’orologio astronomico di Praga

L’orologio astronomico di Praga (Orloj), montato sul lato sud del Municipio, fu costruito tra il XV e il XVI secolo d.C. È un capolavoro rinascimentale che riassume tutte le conoscenze del tempo sulla posizione delle stelle e il loro moto nel cielo. Il quadrante è un astrolabio, cioè uno strumento per la determinazione della posizione delle stelle e contiene anche i 12 simboli zodiacali.
Le quattro figure che fiancheggiano l’orologio si animano allo scoccare di ogni ora. Esse rappresentano i vizi capitali: lo scheletro simboliggia la morte, il turco la lussuria, il personaggio con lo specchio impersona la vanità e il viandante con la borsa rappresenta l’avarizia. Allo scoccare dell’ora, lo scheletro suona una campana tirando una fune con la mano destra e capovolge la clessidra che ha nella sinistra, mentre il turco, l’avaro e il lussurioso fanno no con la testa. A questo punto esce il corteo con i 12 apostoli, che a coppie di due a due si inchinano alla folla. Le finestre che fanno uscire le statue si aprono contemporaneamente. Dalla finestre sulla destra escono in ordine San Paolo (con in mano un libro e una spada), Tommaso (con una lancia) Giuda (con un libro), Simone (con una sega), Bartolomeo (con un libro). Dalla seconda finestra escono Pietro (recante una chiave), Matteo (con un’ascia), Giovanni (con un serpente) Andrea e Filippo con una croce e Giacomo con una mazza. Alla fine dello spettacolo, il gallo sopra le finestre dell’orologio canta l’ora suonata.

Praga, il gallo sopra le finestre dell'orologio astronomico
Il gallo sopra le finestre dell’orologio astronomico

Malà Strana ovvero “il piccolo quartiere” sorge alle pendici del colle su cui si trova il Castello di Praga. Il quartiere risale alla metà del XIII secolo. Nel Medioevo vi sorsero le principali dimore nobiliari e, in seguito, fu residenza della ricca borghesia praghese.

Malà Strana, "il piccolo quartiere", Praga
Malà Strana, “il piccolo quartiere”, Praga

Praga è una delle capitali storiche dell’ebraismo europeo: per secoli Josefov, il quartiere ebraico, fu una sorta di “città nella città”, ricco ancora oggi di numerose sinagoghe, tra cui quella di Staronova, la più antica conservata sino a oggi in Europa. Secondo la leggenda nella sua soffitta il rabbino Jehuda Löw avrebbe nascosto il suo golem.

Sinagoga di Staronova nel quartiere ebraico di Praga
Sinagoga di Staronova nel quartiere ebraico di Praga

All’interno dell’antico cimitero ebraico di Josefov, dove tra il 1478 e il 1787 sono stati sepolti oltre 100 000 ebrei, la lapide del rabbino Löw è una delle mete più frequentate.

 

cimitero ebraico di praga
Cimitero ebraico di Praga

Che cos’è un golem? È un uomo artificiale, un antenato del robot modellato nell’argilla fangosa preso da un greto della Moldava. Golem è un nome preso in prestito da un verso dei Salmi che significa “embrione”, “grumo informe”. Mostruoso servitore della volontà del rabbino suo creatore e difensore del ghetto, una volta che il rabbino Löw si dimenticò di disattivarlo, fuori dal suo controllo, il golem, dotato di una straordinaria forza, per poco non provocò un’orrenda strage nel ghetto. Ripreso il controllo della situazione, il rabbino decise di smettere di servirsi del golem e lo nascose nella soffitta della sinagoga Staronova, nel cuore del vecchio quartiere ebraico, dove secondo la leggenda si troverebbe ancora oggi.

Ma non soltanto la cultura ebraica ha alimentato a Praga misteri e leggende, sui quali la fonte più inesauribile è la raccolta dello scrittore Frantisek Langer.
Di origine slava sono i vodník, i folletti che, secondo la tradizione popolare, abitano nelle acque della Moldava. Vestiti di verde, si confondono tra le piante acquatiche e le alghe, anche se talvolta il loro berretto rosso li tradisce. Possono essere buoni o cattivi e custodiscono, dentro vecchie pentole sul fondo del fiume, le anime degli annegati.