giovedì, Settembre 23, 2021

Zante isola di Foscolo, tra mito e poesia

Zante isola greca, la più meridionale delle isole Ionie; è la terza in ordine di grandezza dopo Corfù e Cefalonia.

Il mito della fondazione dell’isola di Zante

Il mito della fondazione di Zante risale a Zakynthos, figlio di Dardano, re di Troia, che partendo con la sua flotta giunse nell’isola fondandovi la sua acropoli. Zakynthos è rappresentato in varie monete con in mano un serpente, perché secondo alcune leggende avrebbe liberato l’isola dai serpenti che la infestavano.

Nel mare che circonda l’isola, secondo la mitologia greca, nacque Venere, che con il suo sorriso donò parte del proprio fascino ai luoghi, dando alle valli, alle colline e ai monti un aspetto armonioso.

Sempre secondo il mito, fra le verdi foreste dell’isola era solita girovagare Artemide, dea della caccia, in compagnia del fratello Apollo che suonava la lira sotto le piante di alloro per decantare lo splendore dell’isola.

Esiste anche un’altra versione del mito per cui gli Arcadi nel I millennio a.C. arrivarono sull’isola con l’intento di fondare nuove colonie. A testimonianza di queste origini vi sono lo speciale talento degli abitanti per la musica e il culto della dea Artemide, caratteristiche tipiche dell’Arcadia.

Più tardi Zante passò sotto il dominio di Arkisios, re di Cefalonia, e finì per essere soggetta alla potenza di Ulisse, re di Itaca.

Insieme agli altri paesi dominati da Ulisse, anche Zacinto prese parte con dodici navi alla guerra di Troia, guerra citata anche da Omero nell’Iliade.

Termianta la guerra di Troia, con il ritorno di Ulisse a Itaca, ci fu il leggendario sterminio dei “pretendenti di Penelope”, tra cui sono annoverati venti giovani di Zante.

Zante isola di Ugo Foscolo

Chiamata un tempo Zacinto, è patria di Ugo Foscolo, di madre greca e padre veneziano. Lì vi nacque il 6 febbraio 1778, quando l’isola greca era un possedimento della Repubblica di Venezia.

Zante rappresentò sempre per Foscolo la patria ideale, il luogo dei ricordi infantili e degli affetti familiari.

Il poeta le ha dedicato i bei versi di A Zacinto, uno dei suoi più celebri sonetti. Vi canta la bellezza e vi esprime l’amore e la nostalgia per la sua patria, a cui non potrà più ritornare, perché autoproclamatosi esule dopo che Napoleone con il trattato di Campoformio (1797) ha ceduto Venezia all’Austria.

La casa di Ugo Foscolo

Nel 2016 a Zante, capoluogo omonimo dell’isola, è stata ricostruita la casa natale di Ugo Foscolo, dopo che era stata completamente distrutta dal terremoto che colpì l’isola di Zante nel 1953.

In questa casa il poeta vi soggiornò dalla nascita (1778) alla fanciulezza fino al 1785, quando si trasferì con tutta la famiglia a Spalato.

All’esterno della casa è presente il cenotafio di Foscolo con la statua dell'”Angelo piangente”

 

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