Ara Pacis Augustae (Altare della Pace Augustea) fu costruita nell’area del Campo Marzio, nei pressi della via Flaminia, tra il 13 e il 9 a.C., per celebrare le vittorie pacificatrici di Augusto in Gallia e in Spagna.

Nel 1937 l’Ara Pacis è stata però ricostruita presso il Tevere, nei pressi del Mausoleo di Augusto. Ancora più recentemente, nel 2006, separata ed elevata rispetto alla zona circostante.

Ara Pacis descrizione

Il monumento è costituito da un recinto pressoché quadrato di oltre 10 metri di lato, aperto su due lati, che circonda un altare sopraelevato su alcuni gradini al quale si accede da una scalinata.

Il recinto è decorato all’interno e all’esterno da rilievi. I bassorilievi del recinto esterno svolgono l’esaltazione del ruolo di Augusto e della sua famiglia.

Il rilievo del lato sud del recinto dell’Ara Pacis Augustae raffigura la Processione dedicatoria, la cerimonia con la quale il 30 gennaio nel 9 a.C. si inaugurò l’Ara Pacis.

Ara Pacis, Processione dedicatoria, particolare della lastra sud, 13-9 a.C., marmo, Roma
Ara Pacis, Processione dedicatoria, particolare della lastra sud, 13-9 a.C., marmo, Roma

La processione è aperta dai littori, simbolica guardia del corpo, muniti del fascio di verghe tenuto legato assieme.

I littori precedono gli officianti e i pontefici, in toga, in mezzo ai quali, col capo coperto, avanza lo stesso Augusto, nella sua funzione di pontefice massimo.

Seguono quindi i Flamini, i sacerdoti preposti al culto delle singole divinità; dopo di loro procedono i membri della casa regnante, nell’ordine di successione. In testa si trova Marco Agrippa, valente generale e genero di Augusto, ancora vivo nel 13 a.C., ma morto nell’anno successivo; accanto a lui vi è un fanciullo, suo nipote e figlio adottivo di Augusto, Caio Cesare, successore designato, che morirà però nel 4 d.C.

Seguono alcune coppie, tra le quali Livia eTiberio e, più indietro, Druso, fratello di Tiberio, in abito militare, mentre parla con la moglie Antonia Minore (figlia della sorella di Augusto). Ella tiene per mano loro figlio, il piccolo Germanico, che nel 13 a.C. aveva due anni.